domenica 14 gennaio 2007

La paura della felicità

"Potrei essere felice ma non oso" U. Saba

Il 17 luglio 2003 ho fatto il primo colloquio con CNB. Il 21 ho cominciato a lavorare. Alla domanda "Qual'è il tuo obiettivo nella vita ?" ho risposto "La felicità."
Ciò si traduceva, nell'ambito professionale, nello scegliere un lavoro che mi permettesse di crescere e di realizzarmi, a cui dedicare però il giusto del tempo e delle risorse.
L'obiettivo primo era una felicità globale, determinata dall'equilibrio e dalla giusta collocazione di ogni cosa al suo posto, nei vari ambiti della vita.

All'epoca mi sembrava facile parlare di felicità. Non avevo un lavoro, non avevo l'amore, ogni cosa era da conquistare. Nella mancanza, l'idea del vuoto colmato è una semplice e facile idea di felicità, ma una volta che finalmente si è riusciti a raggiungere la cima della collina, come fare sì che la felicità duri più di un istante ?
L'uomo ha bisogno di colline da salire, di strade da percorrere, di sogni per cui lottare. La felicità è faticosa, è un movimento lucido verso più direzioni. Il senso di perdita della felicità è devastante, questa è la paura della felicità.

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